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Frasi fiorentine: le 100 più belle (citazioni, aforismi, dediche)

Firenze è una città conosciuta in tutto il mondo in primo luogo per il suo immenso patrimonio storico e artistico. Quello che però contribuisce alla sua fama, è sicuramente la verve dei suoi abitanti. Con queste frasi fiorentine cercheremo quindi di esplorare la personalità dei fiorentini e della loro cultura!

Frasi fiorentine e detti fiorentini

Iniziamo la nostra raccolta di frasi fiorentine con alcuni dei più famosi e tradizionali modi di dire toscani. Nelle prossime righe troverete senza ombra di dubbio il vostro modo di dire toscano preferito:

  1. Fare come il Lica, che lo prendeva nel culo per pagarsi la fica.
  2. Porterebbero via i’ffumo alle candele.
  3. L’è come levassi la sete co’ i’ pprosciutto.
  4. Poggio e buca fà pari.
  5. Trattare qualcuno com’un pellaio..
  6. Bada che te lo tiro ni groppone!
  7. Tu mi sembri un ciuo che beve a boccia.
  8. Vorta la carta e peggiora!
  9. C’ha finiho di dare i’cencio in terra?
  10. Se un tu’ stai attento tu ne tocchi!
  11. Sai icchè? Un c’ho punta voglia.
  12. Che bischero, ho preso una bella cantonata!
  13. Passami la granata [scopa].
  14. L’è tardi, dagli un bercio.
  15. Quest’acqua l’è diaccia marmaha.
  16. Che s’ha dì d’andà?
  17. Ma che ci sei o ci fai? T’ha daho di barta i’cervello?
  18. Tu’ se’ secco allampanato!
  19. Vaia vaia viaia…. ti do le paste quando voglio!
  20. Che l’abbozzi?
  21. Se unnè zuppa l’è pan bagnato!
  22. E’ ruba il fumo alle schiacciahe.
  23. Peggio palaia!
  24. Un tu raccatti pallino
  25. Si fa come quello che si tagliò i’ cinci pe’ fa’ dispetto alla moglie.
  26. Avé’ più corna di un cesto di lumache.
  27. Siamo alle porte co’ sassi.
  28. Non m’è rimasto nemmen gl’occhi pe’ piangere.
  29. Donne e oche, tienine poche.
  30. O più panico o meno uccelli.
  31. Quando Monte Morello c’ha il cappello e la Calvana la sottana, domani l’è buriana.
  32. Senza lilleri ‘un si làllera.
  33. Bisognerebbe fa’ di Prato campi e di Campi prato.
  34. A Marradi, seminan fagioli e nascon ladri.
  35. È come da’ le perle a’ maiali.
  36. Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio.
  37. Chi ‘unn ha testa abbia gambe.
  38. N’i’ piatto pulito ‘un ci si sputa.
  39. Gli fa come i’ cinci a una vecchia.
  40. “…e anche questa l’è fatta e fatta bene”, disse quello che ammazzò la moglie.
  41. È come volé’ mètte’ la gravatta al maiale.
  42. Signa maligna, né levaci nuora né metterci figlia; se proprio lo devi fare, metticela ma non ce la levare.
  43. Mettere qualcuno davant’a’ cani.
  44. San Gimignano dalle belle torri e dalle belle campane, gli uomini brutti e le donne befane.
  45. Crescere qualcuno a mollichella.
  46. Quando Monte Morello c’ha il cappello e Fiesole la cappa, fiorentini arriva l’acqua.
  47. Vicchio Mugello, Scarperia un coltello, Borgo uno scrittoio, Dicomano un cacatoio.
  48. Quando la bocca prende e i’culo rende, si va in culo alle medicine e a chi le vende.
  49. Mangiare il fumo alle schiacciate.
  50. Tira di più un pelo di fiha che un carro di bovi.
  51. Fare come il Lica, che lo metteva nel culo alla moglie per serbare la fica.
  52. Tre “C” sono i pericoli dei vecchi: catarro, cascate e Cafarella.
  53. Cazzo ritto ‘un vò’ pensieri.
  54. Quando Monte Morello c’ha il cappello, fiorentino piglia l’ombrello.
  55. Duro te? Duro io!
  56. Meglio una cosa fatta che cento da fare.
  57. Meglio avé’ paura che buscanne.
  58. Gli fa come i’ nonno alla nonna.
  59. Siena di tre P è piena: palio, panforte e puttane.
  60. Siena di tre cose tu sei piena: di torri, di campane e di figli di puttane.
  61. La morte la c’ha a trovà’ vivi.
  62. I’ ggioho ‘un vale la candela.
  63. Meglio avé’ paura che toccanne.
  64. Brozzi (o Sesto), Peretola e Campi la peggio genìa che Cristo campi.
  65. Pane di Prato, vin di Pomino, potta lucchese e cinci fiorentino.
  66. Peretola, Brozzi e Campi la peggio genia che Cristo stampi.
  67. Brozzi (o Sesto), Peretola e Campi, Dio li fece e buttò via gli stampi.
  68. Guelfo non son, né Ghibellin m’appello: chi mi dà da mangiar, tengo per quello.
  69. «Organizziamoci», disse quello che facéa l’orge.
  70. La pesca di’ Giunti, acqua fino alle palle e pesci punti.
  71. Si fa come i’Nardi che da presto fece tardi.
  72. T’ha’ fatto i’ guadagno d’i’ Lica.
  73. Da Montelupo si vede Capraia, Dio fa le coppie e poi le appaia.
  74. Non si sputa mai ni’ piatto in do’ si mangia.
  75. Prato città dello sconforto; o piove, o tira vento o suona a morto.
  76. Icché ci vah ci hole.
  77. Chi ‘unn ha cervello abbia gambe.
  78. Chi ha paura ‘un va’ alla guerra.
  79. Reggi Reggello ché Cascia la pende.

Frasi fiorentine divertenti

Il dialetto fiorentino, si sa, si presta benissimo a frasi scherzose e simpatiche. Il dialetto Toscana è infatti uno dei più utilizzati per sketch comici, che tra l’altro ci ricordano tantissimi autori che ne hanno fatto il loro segno distintivo, come Roberto Benigni. Ecco allora alcune frasi fiorentine divertenti che vi faranno sorridere:

  1. Icchè c’entra il culo con le quarant’ore?
  2. Tu se’ganzo ummonte.
  3. Accidenti a i’becco di topà e la m…. di tomà.
  4. Tira più i’ filo di una sottana che un carro di buoi della Chiana.
  5. Tempo e culo ‘un si comandano.
  6. Se tu fossi alto quanto tu sè bischero tu berresti alle grondaie.
  7. Culo alto ci fo un salto.
  8. Culo basso ci fo un passo.
  9. Avé’ più culo che anima.
  10. Sogni e curregge rimangono n’i’ lletto.
  11. Icchè c’ho scritto in fronte, Giocondo?
  12. Eccolo! L’arria dopo i Fohi!
  13. Eh sì… Bona Ugo!
  14. L’ha visto più soffitti lei d’un imbianchino.

Frasi su Firenze

Per concludere, non potevano mancare delle frasi su Firenze, una città d’arte senza eguali al mondo, dove ammirare il prodotto di secoli di arte raffinatissima e non solo:

  1. La cosa più bella di Tokyo è McDonald’s. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald’s. La cosa più bella di Firenze è McDonald’s. A Pechino e a Mosca non c’è ancora niente di bello. (Andy Warhol)
  2. Una città compiuta in sé stessa, con arte propria, ricca d’animazione senza essere eccessivamente popolosa, non troppo grande, pur essendo capitale, bella e gaia: ecco la prima impressione su Firenze. (Hippolyte Taine)
  3. Se sai dove guardare, Firenze è il paradiso. (Dan Brown)
  4. Firenze è triste; è il Medioevo che ancora vive tra noi. (Alfred de Musset)
  5. Presto ritornerò a questa lieta Firenze, dove solamente posso vivere. (Pietro Giordani)
  6. Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. (Pitigrilli)
  7. Firenze la città dell’arte, va in culo a chi arriva e a chi parte.
  8. A Firenze quanto a buona educazione, siamo sempre andati nel culo a tutti.
  9. Firenze divenne per me una rivelazione che mi rese infinitamente felice. Per quante opere d’arte del Rinascimento italiano avessi già veduto in riproduzioni, e negli originali dei musei di Berlino, Monaco e Parigi, solo ora esso mi apparve non solo come una bellezza da godere esteticamente, ma come il culmine supremo della vita di un popolo altamente dotato, in cui civiltà e Stato operavano nel modo più intimo l’uno sull’altro. E ovunque sentii anche la tragicità insita in questa grandezza e nella sua caduta. (Friedrich Meinecke)
  10. La storia fiorentina è la storia tipica di una città nella quale l’intelligenza predomina. (Guido Piovene)
  11. Tutta Firenze sembra essere colorata con una viola delicato, come vino diluito. (Henry James)
  12. A Parigi impari l’arguzia, a Londra impari ad eliminare i tuoi avversari sociali, a Firenze impari il portamento. (Virgil Thomson)
  13. A Firenze pensavo come a una città miracolosamente profumata e simile a una corolla, perché la chiamavano la città dei gigli, e la sua biondeggiante, corona con una torre di burro. (Marcel Proust)
  14. Firenze è viva e la sua anima non è tutta nei quadri e nei palazzi. Essa parla con ciascuno di noi in una lingua semplice e comprensibile come la lingua materna. (Pavel Muratov)
  15. Tra tutte le città straniere, Firenze è divenuta certo quella che io preferisco. Più ci vivi e più ti accorgi di amarla. Vi è qualcosa di accogliente da farmi sentire a casa mia. (Pëtr Il’ič Čajkovskij)
  16. A Firenze hanno molta logica, molta prudenza e anche molto spirito; ma non ho mai visto uomini così privi di passioni. Perfino l’amore vi è così poco conosciuto, che il piacere ha usurpato il suo nome. (Stendhal)
  17. Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado. Credo che sarei più felice qui con voi, che in qualsiasi altro luogo. Ciò è il massimo elogio che io possa fare a questa città. Non so se voi amiate pitture, statue, bronzi, marmi antichi di tutte le qualità. Lo credo, perché lo desidero. (Klemens von Metternich)
  18. Molti muoiono a Firenze, non avendo potuto nascerci. (Ennio Flaiano)
  19. A Firenze, i monumenti son così fitti da parere accatastati. (Anselmo Bucci)
  20. Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande! Tra li ladron trovai cinque cotali tuoi cittadini onde mi ven vergogna, e tu in grande orranza non ne sali. (Dante Alighieri)
  21. Raramente ho visto una città così bella al suo primo apparire come Firenze. (Percy Bysshe Shelley)
  22. E come ‘l volger del ciel della luna cuopre e riscopre i liti sanza posa, così fa di Fiorenza la Fortuna: per che non dee parer mirabil cosa ciò ch’io dirò delli alti Fiorentini onde è la fama nel tempo nascosa. (Dante Alighieri)
  23. Firenze la più dannata città italiana dove non c’è posto per sedersi, stare in piedi o camminare. (Ezra Pound)
  24. Firenze: la città della tranquillità resa manifesta.
    (Katherine Thurston)
  25. Gli storici antichi chiamano Firenze «la nobile città, la figlia di Roma». Pare che tetraggine del medioevo l’abbia appena sfiorata; Firenze è una pagana elegante, che, non appena si è sentita in grado di pensare, si è dichiarata, timidamente, prima, e apertamente, in seguito, elegante e pagana. (Hippolyte Taine)
  26. Firenze è bella, ma molto umida. Ma le rose fioriscono ancora nel giardino di Boboli all’aria aperta. E quali tesori nelle gallerie! Dio mio, guardai la Madonna della Seggiola nel ’63; la guardai una settimana e soltanto ora l’ho vista. Ma oltre ad essa quanto ancora di divino. (Fëdor Dostoevskij)
  27. Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere. (Franco Zeffirelli)
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