Elezioni 2022, come si vota? Data, candidati, schede, risultati, novità

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L’appuntamento delle elezioni in Italia è alle porte: domenica 25 settembre milioni di italiani si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. Per la seconda volta, come già successo alle ultime elezioni politiche del 2018, adotteremo il Rosatellum. Il sistema elettorale italiano si chiama così dal nome del suo ideatore, Ettore Rosato.

Ci sarà, invece, l’esordio del nuovo Parlamento light. La riforma voluta dal Movimento 5 Stelle ha ridotto nel 2020 il numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 320 a 200. In totale saranno dunque 600 i parlamentari eletti nella tornata di domenica al cospetto dei 950 uscenti.

Quando si vota in Italia

Per le prossime Elezioni Politiche si vota solo domenica 25 settembre in un turno unico dalle 7 alle 23. Ogni elettore dovrà recarsi nel seggio indicato sulla tessera elettorale munito di carta di identità (anche se scaduta). Una volta nel seggio riceverà due schede: una per l’elezione del Senato italiano, l’altra per la Camera.

Per esprimere preferenza basta tracciare con la matita un segno sulla lista scelta. In questo modo il voto andrà anche al candidato uninominale collegato alla lista. Se barrate il nome del candidato uninominale il voto è comunque espresso (nel conteggio del proporzionale) per la lista collegata: in caso di coalizioni con più liste il voto viene ripartito a seconda dei voti ottenuti nel collegio.

Per la prima volta la scheda del Senato sarà data anche ai 18enni: è caduto, infatti, il limite di età di 25 anni per il voto nell’ultima riforma costituzionale. Possono votare fuori dal proprio Comune di residenza solo i ricoverati, i degenti delle case di cura, i militari e le persone impegnate al seggio (rappresentanti di lista, forze dell’ordine, componenti dell’ufficio elettorale).

Come si vota: disgiunto vietato

In queste ore è indispensabile capire come votare per evitare che la propria preferenza venga annullata. Il voto al candidato, infatti, alle Politiche diventa anche voto di lista. Non esiste, come alle Comunali, il voto disgiunto.

Se si barra il nome del candidato uninonimale di una coalizione e si sceglie la lista che ne appoggia, invece, un altro, la scheda sarà nulla. Si chiama lista bloccata proprio perchè nel plurinominale la preferenza sulla scheda si assegna ai nomi del listino, eletti a seconda della posizione di partenza.

Votazione legge elettorale: come funziona

Il Rosatellum è un sistema misto maggioritario e proporzionale. Il 37,5% dei seggi di Camera e Senato vengono decisi col sistema maggioritario quindi con la scelta di un candidato del singolo collegio; il 62,5% col sistema proporzionale con liste bloccate. In questo caso i voti dei partiti vengono redistribuiti delineando le percentuali e si assegnano i seggi ai partiti: i candidati vengono eletti a seconda della posizione nel listino.

A grandi linee il maggioritario premia il candidato che prende più voti e si applica con un candidato per coalizione. Si tratta di un sistema basato sulle alleanze. Con questa modalità domenica saranno eletti 221 parlamentari: 147 deputati e 74 senatori.

Il proporzionale, invece, distribuisce i seggi di un collegio sulla base delle percentuali ottenute dalle liste a livello nazionale. E’ prevista una soglia di sbarramento, al di sotto della quale si viene esclusi: è del 3% per i partiti e del 10% per le coalizioni. Con questo sistema domenica verranno eletti 367 parlamentari: 245 deputati e 122 senatori.