mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Mononucleosi: cos’è, sintomi, cura, cause, contagiosità

Chi non ha mai sentito parlare, almeno una volta, di mononucleosi? Si tratta di una malattia infettiva largamente diffusa nella popolazione compresa fra i 15 e i 35 anni di età, ma non mancano anche casi di infezione nell’età adulta e pediatrica.

Il principale veicolo di trasmissione della mononucleosi è la saliva, attraverso i colpi di tosse oppure il bacio. La patologia che si manifesta inizialmente con un intenso mal di gola, infatti, viene comunemente chiamata ‘malattia del bacio‘, proprio perché attraverso questo atto il soggetto malato trasmette il virus a un individuo sano.

La mononucleosi, al pari di molte altre malattie infettive, quindi provocate da un virus, si risolve spontaneamente nel giro di poche settimane. Non manca il rischio di sviluppare delle complicanze, motivo per cui si raccomanda al paziente un adeguato periodo di riposo.

Che cos’è la mononucleosi infettiva

Come già anticipato, la malattia ha origine virale e il suo principale responsabile è il virus di Epstein-Barr, appartenente alla più ampia famiglia degli Herpes Virus. A questo ceppo virale fanno riferimento altre malattie, come la varicella, l’herpes labiale e genitale e il fuoco di Sant’Antonio.

Il termine ‘mononucleosi’ deriva dalla reazione dell’organismo di fronte all’attacco del virus ospite, che cerca di neutralizzarlo con adeguati strumenti, quali i globuli bianchi e le cellule mononucleate. Pertanto solo in seguito a uno specifico esame del sangue, come l’osservazione degli anticorpi di classe Img e ImM, è possibile osservare un anomalo aumento dei monociti.

La malattia si manifesta con dei sintomi aspecifici, ossia comuni ad altre patologie infettive. Durante il periodo di incubazione, che oscilla fra i 30 e i 50 giorni, il soggetto sviluppa dei sintomi cosiddetti prodromici, che comprendono la perdita di appetito, una febbricola che si attesta sui 37°, dolori diffusi e mal di testa.

I sintomi mononucleosi, che si manifestano con l’esordio vero e proprio della malattia, comprendono mal di gola, tonsille ricoperte da patina bianco giallastra, febbre fino a 39°, debolezza, ingrossamento dei linfonodi e, in alcuni casi, la comparsa di un esantema simile al morbillo. La complicanza più temuta della malattia è l’insorgenza di splenomegalia, ovvero l’ingrossamento della milza, condizione che andrebbe prontamente curata in ambito ospedaliero.

Quando i sintomi della mononucleosi scompaiono il paziente solitamente non è più infettivo, ma il virus può rimanere latente nel corpo per poi ripresentarsi sottoforma di sindrome della stanchezza cronica. La mononucleosi nei bambini si manifesta con sintomi molto meno aggressivi. Una volta entrato in contatto con il virus epstein barr, il soggetto si considera immune dalla malattia.

Cura mononucleosi

Come già anticipato, la cura della mononucleosi passa principalmente da un adeguato riposo. La malattia, essendo di origine virale, si risolve spontaneamente, pertanto le uniche cure previste in questo caso sono solo sintomatologiche.

E’ possibile quindi attenuare il mal di gola con l’ibuprofene e gestire la febbre alta con gli antipiretici. I sintomi della mononucleosi generalmente durano due settimane, dopo le quali il soggetto può manifestare sintomi di stanchezza e difficoltà nella concentrazione.

Si ricorda che il contagio mononucleosi può avvenire mediante la condivisione di posate e bicchieri.

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