Chi era Paolo Mantovani il presidente-padre di Vialli? Storia, patrimonio, morte

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Tra tutti i presidenti che il compianto Gianluca Vialli ha avuto nella sua carriera c’è sicuramente uno che ha assunto sembianze paterne. In realtà non solo per il bomber defunto il giorno dell’Epifania del 2023 dopo la lotta contro il cancro, ma anche per gli altri compagni di squadra.

Scopriamo chi è Paolo Mantovani, il presidente-padre e della Sampdoria campione d’Italia nel 1991. Mantovani è l’unico patron ad avere portato uno scudetto in Liguria dal dopoguerra, ma non è genovese almeno di nascita. Paolo Mantovani nasce, infatti, a Roma nel quartiere Prati il 9 aprile 1930.

Il petroliere del boom

Il suo rapporto con Genova, però, inizia molto presto, appena terminata la Seconda Guerra Mondiale. A 18 anni Mantovani lavorava, infatti, a Roma come impiegato di una società di un armatore genovese. Negli anni Cinquanta gli fu offerto il trasferimento proprio a Genova e Mantovani accettò andando in Liguria a partire dal 1955 e lavorando come broker. La svolta della sua carriera di imprenditore fu l’acquisto di una nave cisterna carica di greggio: riuscì a farla arrivare a destinazione e a fare cassa con quel carico. In un ventennio riuscì ad avere una flotta con cinque navi.

Comincia a sentirsi genovese ed ad entrare nel tessuto della città. Nella Sampdoria entra addirittura una prima volta come addetto stampa, poi comincia a fare affari col petrolio abbandonando le navi. Comincia in una società ligure e detiene il 5% del greggio importato in Italia, poi entra in affari con Angelo Moratti e acquista un impianto in Lombardia per raffinarsi da solo il greggio e poi rivenderlo alla Saras. Strappa contratti in Kuwait e Venezuela ed è sia petroliere che armatore.

Ligure per scelta, sampdoriano per amore

Intanto si sente sempre più ligure, non solo di adozione. Si stanzia sulla meravigliosa collina di Sant’Ilario, a picco sul mare di Nervi e costruisce una villa con piscina protetto da guardie del corpo dove mette su famiglia, con moglie e quattro figli. Leggendarie i suoi spostamenti d’affari con jet presi a noleggio, ma anche le vacanze a Montecarlo e Possano, dove pescava totani col leggendario marinaio Gennaro Esposito. Un gentiluomo d’altri tempi che però aveva una visione sempre ad ampio raggio: fece studiare all’estero i quattro figli ed è stato un lungimirante uomo d’affari.

All’apparenza sornione con i modi affabili e il mitico cappello a falde ampie, Mantovani è stato però anche un eccellente dirigente sportivo. Rilevò la Sampdoria che si barcamenava in serie B con 35 miliardi di debiti quando aveva 49 anni. Ne fece un club di caratura mondiale riuscendo a vincere lo Scudetto nel 1990-1991, il primo ed unico della storia blucerchiata, vincendo 2 volte la Coppa delle Coppe e diverse Coppe Italia, sfiorando la Champions League del 1992 persa a Wembley ai supplementari contro il Barcellona.

Fu quella l’ultima partita in maglia blucerchiata di Vialli, poi ceduto a malincuore alla Juventus dove coronò nel 1996 il sogno di vincere quella Champions in finale contro l’Ajax a Roma. Portò a Marassi gente del calibro di Cerezo e Pagliuca, ma i gemelli del gol Gianluca Vialli e Roberto Mancini erano davvero come due figli: li acquistò da ragazzi da Cremonese e Bologna, facendoli diventare dei campioni assoluti. E rendendoli fratelli per sempre. Mantovani morì nell’ottobre 1993 a 63 anni: ai funerali a Genova parteciparono 20mila persone.

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