giovedì, Agosto 11, 2022
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Maltempo, caduta di alberi sulle auto, ecco a chi spetta risarcire

Gli eventi avversi conseguenza delle calamità naturali sono inevitabili: ci sono circostanze che purtroppo non si possono prevedere in alcun modo, e che neanche prevenzione e manutenzione periodica possono scongiurare. Naturalmente il monitoraggio costante delle condizioni di sicurezza, specialmente in riferimento a territori ad alto rischio, sono fondamentali per evitare conseguenze alla popolazione civile, ma spesso a fare i conti con l’ira di Madre Natura non sono le persone, ma i loro beni. Spesso si legge di danni causati da un’ondata di pioggia eccezionale, o dal vento forte, ma le “vittime” di queste calamità sono sempre loro, le più esposte alla furia del clima e le più colpite: le vetture. Voragini che si aprono lungo il manto stradale, colate di fango che trascinano via tutto quello che trovano, alberi piegati dal vento: sono tutti eventi avversi che potrebbero capitare a chiunque, e che non sempre si è in grado di fronteggiare, a causa della mancanza di informazioni certe e chiare. Vediamo, dunque, di venire a capo della questione. Per esempio: in caso di caduta di alberi sulle auto, chi è che paga? Andiamo ad analizzare la questione.

Caduta di alberi sulle auto: chi paga?

Partiamo con una precisazione, c’è differenza se l’albero cade su una vettura parcheggiata sul suolo pubblico o in un’area privata? Assolutamente si. Vediamo perchè. Se la vettura è posteggiate in un’area privata, come un complesso condominiale con parco e giardini comuni, oppure al di sotto di una tettoia adiacende all’abitazione, il Comune non si farà carico di alcun tipo di risarcimento.

Albero caduto auto: alcune eccezioni

In caso di danni causati da un albero caduto all’interno di un’area privata, dunque, il Codice parla chiaro: la responsabilità è del proprietario del veicolo che ha in custodia, a meno che non si riesca a dimostrare il contrario. Nel caso in cui il proprietario della vettura danneggiata si sia trovato a posteggiare nei pressi di un’area privata, di proprietà di terzi, la persona alla quale appartiene l’albero che ha causato il danno dovrà risarcire la vittima.

Non tutto è perduto però, c’è una “scappatoia“. Una sentenza recente, emessa dalla Corte di Cassazione, ha stabilito la presenza del “principio di responsabilità solidale“. In pratica il privato cittadino e gli enti responsabili della manutenzione, dovranno pagare il danno insieme, in considerazione delle responsabilità dell’Ente Comunale o dell’Anas, colpevole di negligenza nei confronti delle aree verdi potenzialmente pericolose collocate all’interno di zone private. I mancati controlli, insomma, possono costare cari e non solo ai singoli cittadini.

Albero caduto su auto per mancanza di manutenzione

Se poi l’albero cade su una vettura parcheggiata su un’area pubblica, ovviamente, l’Ente proprietario di quella particolare zona, dovrà risarcire il danno all’automobilista. La caduta di alberi sulle auto in aree pubbliche, infatti, è conseguenza della mancanza di manutenzione ordinaria da parte del Comune, che dunque dovrà farsi carico del risarcimento dei danni e della rimozione degli alberi potenzialmente pericolosi.

Albero caduto su auto chi paga?

L’Ente proprietario dell’area dove si è verificato l’incidente, dunque, dovrà risarcire il danno. La vittima potrà richiedere quanto dovuto previa documentazione del fatto, inviando una comunicazione tramite raccomandata, contenente la descrizione di quanto accaduto, correlata di immagini e, eventualmente, anche di video esplicatitivi. Basterà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno, specificare le circostanze in cui l’incidente si è verificato e allegare quella che è la fattura per la riparazione del danno. C’è una scappatoia anche in questo caso però: l’Ente chiamato a risarcire, potrebbe riuscire in qualche modo a provare che l’evento metereologico sia stato “imprevedibile” e che il risarcimento dunque non sussiste.

Chi avrà la meglio dunque? Quello che resta da augurarsi, in ogni caso, è che eventi del genere non capitino, e che la manutenzione ordinaria sia la prassi.

 

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