martedì, Giugno 25, 2024
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Quanto costa un saturimetro? Professionale, da dito, portatile

Con il diffondersi della pandemia di Covid-19, il saturimetro è diventato uno strumento molto richiesto e molto utilizzato anche da personale non sanitario. Ma, quanto costa un saturimetro? E, soprattutto, che cos’è un saturimetro?

Il saturimetro, il cui nome preciso è pulsiossimetro, o pulsossimetro, è un dispositivo sanitario che serve a misurare la saturazione dell’emoglobina nel sangue. La saturazione è un rapporto espresso in percentuale e rappresenta, reso in parole molto molto semplici: “la percentuale di ossigeno nel sangue”. In realtà, è la percentuale di emoglobina che viene usata nel trasporto di ossigeno rispetto al totale dell’emoglobina a disposizione.

Il saturimetro è uno strumento non invasivo e, oltre alla saturazione, misura anche la frequenza cardiaca e l’intensità della pulsazione. Di solito consiste in una sonda che esegue misurazioni a infrarossi e un’unità che calcola e visualizza i risultati della misurazione. Alcuni modelli più recenti hanno celle di calcolo della sonda in un’unica struttura, riducendo le dimensioni complessive. La sonda di un comune pulsossimetro è costituita da una “pinzetta” che viene solitamente applicata all’ultima falange del dito di un paziente o ad altre appendici, come il lobo dell’orecchio. La sonda è collegata a un’unità di calcolo, che visualizza i risultati della misurazione attraverso un monitor.

Saturimetro costo: differenze modelli e quale scegliere

I prezzi dei saturimetri sono molto variabili. Infatti, in base alla tipologia, alla qualità e alle funzioni dello strumento, il prezzo del saturimetro può partire dai 10€, fino ad arrivare ai 200€. In media, per avere un saturimetro di buona qualità, si deve spendere tra i 30 e i 50€. Il modello più diffuso e più acquistato dagli utenti privati, è il saturimetro da dito, che è molto piccolo e comodo da portare in giro. Presenta solo la “pinza” per il dito e sulla parte superiore ha il piccolo monitor sul quale visionare i valori misurati. I modelli più economici costano anche 11/12€, fino ad arrivare ai modelli più costosi che superano i 200€.

Questi ultimi permettono una misurazione continua, con la presenza di Bluetooth e APP da scaricare sul proprio smartphone. Molto spesso c’è anche un allarme che suona se il valore della saturazione è troppo basso (una buona saturazione si aggira intorno al 97/98%). Il modello più utilizzato in ambiente ospedaliero è il saturimetro palmare. In questo caso, la pinza è collegata tramite filo a un’unità che sembra una specie di telecomando e che presenta il monitor su di essa. I costi generalmente superano i 150€, ma esistono anche alcuni modelli che costano meno di 100€.

Saturimetro: quanto costa, come si usa, errori da evitare

Il valore ottimale della saturazione è superiore al 95%. Un valore compreso tra il 95% e il 92% indica un inizio di ipossia, mentre bisogna contattare il proprio medico se il valore scende al di sotto del 92%. Per usare al meglio il saturimetro e non ritrovarsi con valori inesatti, bisogna evitare di avere le dita troppo fredde e bisogna evitare di muoversi troppo. Anche lo smalto, soprattutto in gel e soprattutto di colore nero o verde, può dare dei risultati falsati. Attenzione alla cura delle unghie che, se troppo lunghe, possono risultare ingombranti.

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