martedì, Maggio 17, 2022
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Acerenza, cosa vedere? Cattedrale, castello, ristoranti “Dracula”

Nella parte nord-orientale della provincia di Potenza, a 833 chilometri sul livello del mare, sorge uno dei 196 borghi più belli d’Italia: Acerenza. Un piccolo gioiello, arroccato su un altipiano tra il fiume Bradano e il Fiumarella. Se Victor Hugo avesse visitato questo borgo, gli avrebbe sicuramente dedicato un romanzo, “I misteri della cattedrale di Acerenza”: il paese, infatti, è ricco di storia e di vestigia risalenti al periodo antecedente all’anno Mille, e al Medioevo, e questo ha contribuito a far sorgere alcune leggende relative alle persone che lo hanno abitato, o sono passate attraverso il Comune di Acerenza, nei secoli.

Acerenza Potenza

Partiamo dunque, dalla cattedrale di Acerenza, il cuore dell’antico borgo e punto di partenza per chi intende intraprendere un percorso alla scoperta dei suoi misteri. Al paesino, infatti, è legato indissolubilmente il nome di Vlad III di Valacchia Hagyak, meglio conosciuto come Dracula. Secondo alcune testimonianze infatti, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo, sarebbe sepolta la figlia del Conte Dracula. Ma come è possibile? Che legame c’è tra un piccolo borgo della Basilicata e le sperdute lande della Romania? Ecco svelato il mistero.

Duomo di Acerenza: cosa c’entra Dracula?

Secondo antiche testimonianze, Vlad cercò di mettere in salvo la figlia dall’arrivo dei Turchi: la giovane, Maria Zaleska Balsa, venne portata in Italia e sembra che sia stata proprio lei a far restaurare la cattedrale del paese. Tale circostanza è avvalorata dalla presenza di numerosi simboli, che poco hanno a che fare con la tradizione cristiana. Maria e il marito, il nobile cavaliere Giacomo Alfonso Ferrillo, avevano finanziato il restauro della cattedrale, ma le decorazioni richiamano quello che è il retaggio culturale di Maria. All’ingresso è presente il simbolo del Dragone, e all’esterno è presente un’altorilievo raffigurante una testa, considerata da molti una rappresentazione dello stesso Vlad. Nella cripta, poi, sono presenti le raffigurazioni di Sant’Andrea, patrono della Romania, e Santa Maria di Antiochia. Non mancano i riferimenti pagani: in uno dei bassorilievi è stato raffigurato il demone Lilith il quale, secondo il simbolismo legato alla Bibbia, sarebbe il primo vampiro della storia. Ci sono tutti gli ingredienti, dunque, per alimentare il mistero. Ma non è finita qui, infatti sembra che ad Acerenza sia custodito il Santo Graal. Pare che il paese fosse una tappa quasi obbligata per coloro che rientravano dalle crociate, per cui molti borghi lucani, nel Medioevo, sono stati importanti avamposti dei crociati e dei templari. La leggenda dice che il fondatore dell’Ordine dei Templari, Ugo de’ Pagani, abbia deciso di custodire per sempre la preziosa reliquia, il Santo Graal, in una piccola finestra murata nella cripta.

Acerenza, cenni storici sul castello

Con la caduta dell’Impero Romano,  presa da Totila, Acerenza divenne una delle roccaforti dei Goti e più tardi fu occupata dai Longobardi che la fortificarono e costruirono un castello, ingrandito da Sicone dopo l’anno 817,  modificato  nel tempo,  dopo i recenti restauri è stato adibito a sede del  Museo Diocesano d’arte sacra.

Acerenza, ristoranti

Grazie alla rinomata qualità della cucina lucana, numerosi sono i buongustai che frequentano la zona alla ricerca di antichi sapori e prelibatezze. I percorsi enogastronomici della zona, sono tanti e, tutti garantiscono un’altissima qualità. Facile dunque, per tutti gli amanti della buona cucina, perdersi fra le numerose offerte del borgo.

Acerenza Basilicata

Dunque tutto ciò che aleggia intorno all’antico borgo, aggiunge un alone di mistero al luogo, le cui atmosfere rimandono comunque ad un tempo lontano grazie anche alle antiche tradizioni culinarie. Percorrere le strade di Acerenza significa andare a spasso nel tempo, immergergendosi completamente nella storia e nell’anima della Lucania. Un’esperienza da provare!

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