venerdì, Dicembre 9, 2022
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Settimana lavorativa di 4 giorni, pro e contro, ecco dove viene sperimentata

 Il lavoro e le sue dinamiche sono sempre in via di sviluppo e ci sono studi costanti per ottimizzare il tempo e la produzione, due fattori che le aziende fi tutto il mondo puntano a conciliare al meglio per trarre i maggiori profitti possibili. Ecco perché da qualche parte si è già iniziato a sperimentare la settimana lavorativa di 4 giorni, ovvero una settimana di lavoro più corta, concentrata in meno giornate. 

Il nuovo progetto è partito dal Regno Unito e ha il preciso scopo di far lavorare i dipendenti in meno giorni ma retribuendoli con lo stesso stipendio di prima. L’Inghilterra è il primo paese che ha iniziato con questa sperimentazione, attraverso un primo esperimento pilota di lavoro flessibile per 3300 persone di varie aziende del Paese. Ma di cosa si tratta con precisione? 

Settimana lavorativa corta dove avviene 

Parliamo di concentrare le attività lavorative in un arco di tempo più ristretto, in questo caso quindi quattro giorni, ma a parità di retribuzione rispetto a prima. Il progetto era stato annunciato alla fine del mese di maggio e allo stato attuale riguarda solamente 70 aziende che hanno aderito all’iniziativa, in maniera del tutto volontaria. Tutto ciò viene osservato e monitorato con grande curiosità dai media, dopo i primi esperimenti condotti già dall’Islanda e altri Paesi fuori dall’Europa, con esiti alterni. 

E’ stato comunicato l’ampliamento di questi progetti in altre due nazioni, ovvero Spagna e Scozia. Vediamo però in cosa consiste il progetto della settimana lavorativa 4 giorni nel dettaglio. Secondo quanto riportato dal Financial Times la durata del piano è di 6 mesi ed è frutto di un’intesa fra il top management delle imprese coinvolte, i relativi dipendenti e le organizzazioni di rappresentanza. L’obiettivo che ci si è posti è quello di rielaborare l’approccio al lavoro, in presenza o in smart working, sfruttando l’esperienza del lockdown. 

Le aziende coinvolte nel progetto 

Ci sono diverse aziende britanniche che hanno accettato la sfida, tra le quali una realtà dell’hi-tech come WANdisco, ma anche banche digitali come Atom. Fanno parte del coraggioso progetto anche industrie manifatturiere come ad esempio Rivelin Robotic e Eurowagens. Si svaria davvero fra aziende di ogni settore specializzato e non mancano all’appello società di consulenza, agenzie di reclutamento di forza lavoro e neppure catene di ristorazione. 

Il meccanismo viene appoggiato e sostenuto a livello globale dagli attivisti della campagna ‘4 Day Week Global’, che hanno studiato il progetto in collaborazione con ricercatori delle università di Oxford e Cambridge. Si è teorizzato un sistema di rotazioni fra i vari lavoratori dell’azienda in grado di renderlo economicamente vantaggioso, almeno nella teoria. Il Chief executive di 4 Day Week Global, John O’Connor, ha affermato che “la nuova frontiera della concorrenza sono la qualità della vita e un orario fondato sulla produttività lavorativa”. 

Effettivamente ora i lavoratori dell’intero Occidente sembrano accomunati da un solo desiderio, ovvero la flessibilità e la settimana lavorativa corta risponde a questa esigenza. Un lavoro 4 giorni a settimana farebbe comodo a tutti per godersi il week end al massimo. Vedremo come si svilupperà il progetto e se arriverà anche in Italia. 

 

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